lunedì 25 aprile 2011

Assignment 6.

Attraverso questo assignment ho potuto conoscere ed imparare ad usare PubMed, un database bibliografico con informazioni sulla letteratura scientifica.
In realtà usarlo è facile, più difficile è riuscire a trovare esattamente cosa si sta ricercando, poichè contiene numerosi articoli scientifici. Per avere un'idea se si prova a cerca un articolo mettendo hematopoietic stem si ottengono 68219 risultati, decisamente tanti.
Esistono opportuni metodi per raffinare e restringere il campo di ricerca. Attraverso l'aggiunta di limiti, per esempio andare a ricercare studi recenti,oppure riguardanti determinate specie o fasce di età. In aggiunta si può fare una ricerca combinata usando degli operatori logici.
I risultati in questo modo diminuiscono e si può andare a cercare cosa ci interessa di più.
Non è tutto oro quello che luccica!
Non tutto è disponibile per intero. Anche se riusciamo a trovare precisamente l'articolo di interesse, vediamo l'abbreviazione del nome della rivista, l'anno di pubblicazione, il numero del volume, il fascicolo, le pagine, il titolo, gli autori, il luogo, l'abstract e infine il codice che lo identifica su PubMed è possibile che non sia disponibile la versione intera.
 Per ottenerla sarebbe necessario abbonarsi alla rivista scientifica su cui è stata pubblicata.
 Per fortuna per noi universitari è possibile collegarsi al computer dell'università da casa! Cioè poter usufruire degli articoli pubblicati dalle riviste alla quale l'università è iscritta.
In questo modo non sarà possibile visualizzarli tutti, ma certamente i Free Full Text aumenteranno.
Il servizio proxy permette dunque di usare le risorse ad accesso riservato da una postazione esterna all'università attraverso l'inserimento della propria matricola e password. Un servizio di cui ignoravo l'esistenza, ma che reputo molto utile per ottenere articoli in modo completo e per lavorare a casa come se fossimo all'università.


Ho imparato le funzioni di PubMed attraverso i video tutorial nel blog del professore e per capire meglio facevo la stessa ricerca. Per esempio se lui stava ricercando "liver tissue" anche io lo facevo e così via.
Ecco mi ha colpito proprio questo: la stessa ricerca non dava lo stesso numero di risultati. A me 189892 contro i 188307 del prof. Ipotizzando che il video sia stato girato lo stesso giorno della pubblicazione nel post, in 13 giorni le pubblicazioni sono aumentate di 1585.
Beh mi sembra tanto, anche troppe forse. Non è importante la quantità in se, ma che pubmed sia costantemente aggiornato e che in esso si possano trovare informazioni recenti e studi attuali.
In questo modo diventa un utile sostegno allo studio cartaceo, le informazioni sui libri non sono sicuramente più recenti dell'anno di pubblicazione, in pubmed si possono trovare le ultimissime novità.




Ispirata da questi giorni di Pasqua ho provato a fare una riserca sul cioccolato. Inserendo chocolate e premendo search si trovano 3588 risultati. Provo a restringere il campo di ricerca mettendo dei limiti:
_Published in the last: 3 years;
_Language: English;
_Species: Humans;
_Text options: Links to free full text.
Ottengo così 342 risultati.
Provo anche a inserire degli operatori logici: chocolate AND benefit. Risultati 6.
Forse ho ridotto un pò troppo i risultati, aggiungendo troppi limiti o ricerche avanzate, ma volevo provare un pò tutto! O forse non ho esagerato...C'è anche da considerare che la ricerca cioccolato non è un argomento prettamente medico. Sicuramente facendo lo stesso tipo di ricerca con un argomento più specifico il numero di risultati sarebbe stato maggiore.

DotSub

Ho deciso di provare a usare dotSub, incuriosita dall'invito del professore e dai post di Ale muffin e MustardSeed.
E' bastato registrarmi, caricare un video e iniziare a trascrivere!
Per la prima vota ho deciso di trascrivere un video musicale, inserendo il testo della canzone.
Il risultato è questo! Non fantastico però considerate che è il primo, migliorerò!
http://dotsub.com/view/9cac040d-b503-41b8-8ef9-1133089eb5c5

sabato 23 aprile 2011

Assignment 3.

Ci ho messo un sacco lo so, ma non è facile decidere da dove iniziare.
 Ho finito di leggere "Coltivare le connessioni" qualche giorno fa, non tutto insieme ma qualche pagina per volta.
Gli spunti sono tanti, le riflessioni lo stesso.


Negare che la tecnologia ha cambiato la nostra vita non è umano, ma a modificare le nostre abitudini, in particolare il nostro modo di stare nel mondo, è stato l'avvento di internet.


Il colonizzare gli spazi è da sempre stata una caratteristica dell'uomo ("sin dagli albori della nostra specie, l' Uomo è stato benedetto dalla curiosità"). 
L'uomo si è insediato là dove si pensava non fosse possibile, in una sfida continua a superare i limiti.
 Il nuovo spazio è diverso, quello che internet offre è rivoluzionario.
 E' possibile "abitare" dove non c'è spazio.
 Stando "on-line" viviamo nell'immateriale, nel Cyberspazio.
 Come è possibile questo? Non lo so e non è il punto.
 Basta sapere che possiamo.
E' questa una novità importante: per usare la tecnica non è necessario essere tecnici.
 Non conosco tutte le opzioni e funzionalità del web ma ci sono.
 Non so usare tutto, ma non è difficile imparare.
Come il mondo anche il web è sottoposto all'evoluzione, è ancora presto per dire come andrà, ma è certamente chiaro che presenta due carte importanti per l'adattabilità: semplicità e libertà. 
Per imparare a conoscere internet non è necessario conoscere la teoria delle sue funzioni, serve spirito di avventura. E' come buttarsi in qualcosa di ignoto: va visto per conoscerlo.
 E' l'esperienza che porta la capacità, quell'essere "smanettoni" di cui si parlava alla prima lezione.
Una delle metafore che meglio si adatta a questo discorso è quella della passeggiata nel bosco. Quell'ansia di non sapere nel momento in cui inizi il viaggio sul web è simile a stare nel bosco. Conoscere tutto sarà impossibile, ma questo non preclude alla bontà del viaggio, nè alla soddisfazione della scoperta. Sapere precisamente cosa fare, avere tutti lo stesso tipo di conoscenza chiude alla libertà. I modi di conoscere sono infiniti e non predeterminati. Passeggiando decidiamo quale sentiero scegliere. Nel bosco, nella vita e anche nel Cyberspazio. 
Tutto nasce dal caso e dalle inclinazioni personali.
Anche il termine Cyberspazio, ad esempio, nacque senza una direzione vera e propria. A coniarlo fu William Gibson e così commenta:


"Tutto quello che so riguardo al termine "cyberspace" quando lo coniai, era che esso rassomigliava effettivamente ad un termine in voga. Sembrava evocativo e essenzialmente privo di significato. Era indicativo di qualcosa, ma non aveva nessun significato semantico vero, anche per me, poiché lo vidi emergere mentre lo stavo scrivendo nella pagina."

Questo a mio parere è una prova evidente di come non è necessario conoscere tutti gli alberi del bosco, di come delle volte una sensazione sia una direzione.

Il mondo del web è accessibile  ognuno può contribuire alla sua complessità andando a costituire uno di quei pallini colorati.
Il web si sviluppa come un sistema umano, non solo nel modo di crescere ma anche nella sua architettura generale. 

Il mondo cresce per reti così lo fa la Rete. 
Lo schema di pensiero dell'uomo è a reti, il mio almeno, ricordo meglio se faccio grafici e frecce. 
Le città, ad esempio, sono grandi reti. Ogni abitazione è un nodo e i sistemi di strade formano le maglie. Così è il web, una Grande Ragnatela Mondiale (World Wide Web).


Interessante è il contributo all'argomento di  Derrick de kerckhove che in "l'architettura dell'intelligenza scrive:


L'architettura dell'intelligenza,
D. de Kerckhove.
"L'architettura dell'intelligenza è l'architettura delle reti di comunicazione [...]. Un modo per capire le reti è pensare alle comunità, alle reti di persone. Oggi le reti individuali e sociali sono sostenute da un'estensione tecnologica, un surrogato del sistema nervoso centrale [...]. Le reti elettroniche, come quelle organiche, sanno come interagire fra loro senza difficoltà e con efficienza. sono fatte di attività, da persone e da macchine, da vera intelligenza (i software) e concrete invenzioni [...]. Esse mettono insieme aree distanti per attività comuni e qualche volta incidono su queste aree in modi visibili."
(D. de Kerckhove, L'architettura dell'intelligenza)

Mi sembra una metafora interessa
nte: le reti di comunicazione come il sistema nervoso o in generale la sostanza organica, in quanto mette in evidenza la possibilità che intenet sia un sistema vivo. Intendendo per vivo la possibiltà di interagire e mantenersi nello spazio. Certo non è vivo di per sè ma sono le comunità a renderlo tale.

Attraverso queste due metafore (la passeggiata nel bosco e la sostanza organica) si può cogliere l'ambivalenza del web, e forse in modo estremo ritenerlo il luogo immateriale dove si concretizzano le idee, il mondo della mente.

Come stare "on-line" e come affrontare le connessioni?

Le connessioni sono la voce di internet. 

E' necessario interagire, comunicare, esprimersi.
Navigare con consapevolezza per usare internet. 

Dunque il Web rappresenta uno strumento efficace e rapido per arricchire la propria conoscenza in base alle inclinazioni personali. Decidere cosa mi interessa cosa no. Orientare il sapere in base al PLE. 
Gestire il processo di apprendimento in base a 3 punti fondamentali:


_Fissare obiettivi;
_Gestire l'apprendimento;
_Comunicare con gli altri nel processo.


Internet ha dunque due ruoli importanti nel PLE:


_Dare contenuti: offre un'informazione libera e la possibilità di conoscere la notizia alla fonte. Mette ciascuno nella condizione di poter cercare, ma anche creare e scambiare contenuti.
_Offrire un supporto alla comunicazione: la straordinaria velocità e scambio di informazione permette di connettere in tempo reale il mondo,
_Contenere le informazioni.


Il cyberspazio è il luogo dove il meatspace diventa conoscibile da ogni luogo.
Anche se avendo visto il mondo da google maps non si può dire di conoscerlo veramente.



sabato 16 aprile 2011

Randy Paush, l'ultima lezione.

Un gatto speciale.



Il gatto in questione si chiama Ernest e ha risolto il suo problema alla vista grazie all'uso di lenti a contatto.
Ernest soffre di entropion una malattia, che può colpire anche l'uomo. Consiste in una rotazione verso l'interno del margine libero delle palpebre, così le ciglia vengono a contatto con il bulbo oculare graffiandolo e provocando lesioni della cornea.
Di solito un intervento chirurgico è risolutivo, ma Ernest era troppo anziano per affrontarlo.
 E' stato suggerito di provare delle lenti a contatto, fabbricate su misura, e il gatto ha ripreso a vedere.
Ernest vive alla  Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals di Godshill, nell'Isola di Wight e di lui dicono:

"Adesso sta molto meglio. Prima i suoi occhi erano chiusi, adesso sono finalmente aperti" ha dichiarato Les Burrows l'amministratore dell'RSPCA di Godshill.

"Abbiamo sempre usato Ernest per testare i nuovi cani che arrivavano qui, per vedere se avevano paura dei gatti. Lui rimaneva sempre tranquillo.

Adesso invece è guardingo e sul chi va là perché riesce a vederli bene".




venerdì 15 aprile 2011

Con tatto.

Curiosando su alcuni articoli di focus mi sono imbattuta su uno riguardante le lenti a contatto.
Facendo assiduamente uso di lenti non potevo non essere colpita da questo titolo :
 UNA LENTE A CONTATTO INTELLIGENTE.
Evito di fare un riassunto e metto direttamente il link dell'articolo:
 http://www.focus.it/Salute/news/le-lenti-a-contatto-intelligenti-o-smart-lens_240111_129321.aspx

Da PubMed all'algebra booleana.

Il percorso.

PubMed è un database contenente pubblicazioni scientifiche e letteratura biomedica.
 Ne avevo sentito parlare ma non avevo mai avuto occasione di scoprirlo fino all' Assignement 6.
Nel Tutorial per l'impiego di base di PubMed sono rimasta colpita, in particolare, nel modo in cui è possibile raffinare la ricerca attraverso il search builder e l'uso di operatori logici.
Cercando qualche informazione su PubMed sono finita su Wikipedia e ho scoperto che le opzioni: AND, OR, NOT sono operatori booleani. 
Non sapendo niente di tale argomento ho cercato cosa fosse l'algebra booleana e ovviamente mi sono persa nel complesso sistema in cui è organizzata.
L'algebra booleana è un sistema logico-matematico in sole due variabili 0 e 1, i cui operatori fondamentali sono AND, OR e NOT.

Breve riflessione.

Avevo già avuto modo di conoscerla (il contenuto non il nome) durante il pre-corso per affrontare il test d'ingresso, in modo specifico la sezione di logica, attraverso la costruzione delle tabelle della verità.
A quel livello non avevo compreso la rilevanza pratica di tale sistema, forse perchè era difficile usarlo, non avendoci molta manualità, nel poco tempo del quiz. 
Non nego la soddisfazione di ritrovare cose che tornano nel tempo, imparare ad usarle rivalutandone la funzione e la razionalità logica.